29 Maggio 2026

2 Giugno: Donne in Campo-Cia, a 80 anni dal voto la parità si coltiva ancora ogni giorno

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Tra memoria, diritti e futuro: il ruolo femminile in agricoltura, le sfide della conciliazione, il valore dell’innovazione e l’impegno per la pace

Ottant’anni dalla nascita della Repubblica italiana e dalla conquista del voto delle donne: il 2 giugno 2026 rappresenta una ricorrenza simbolica per riflettere sul cammino compiuto e su quanto resta ancora da fare, soprattutto nel mondo agricolo, dove il contributo femminile continua a essere decisivo per lo sviluppo economico, sociale e democratico del Paese.

“Ottant’anni dopo il contributo fondamentale delle Madri Costituenti, le donne continuano a rappresentare un presidio indispensabile per la democrazia e la pace, mantenendo viva l’attenzione sulla dignità umana, sui diritti fondamentali e sull’uguaglianza -dichiara la presidente nazionale di Donne in Campo-Cia, Rosa Giovanna Castagna-. Il voto è stato un punto di partenza: la piena realizzazione del potenziale femminile è ancora una sfida aperta”.

In agricoltura, il percorso verso la parità è stato lungo. Dalla cancellazione del “coefficiente Serpieri”, che attribuiva al lavoro femminile un valore inferiore rispetto a quello maschile, fino al riconoscimento della parità nell’impresa agricola familiare con la riforma del diritto di famiglia del 1975, le conquiste sono state il risultato di decenni di lotte e mobilitazioni.

Oggi le donne guidano il 31% delle imprese agricole italiane e sono protagoniste di una trasformazione profonda del settore, fatta di multifunzionalità, sostenibilità, innovazione e attenzione alle comunità. Una vera rivoluzione silenziosa che ha cambiato il volto dell’agricoltura italiana.

Persistono però forti criticità, soprattutto nella conciliazione tra impresa, maternità e cura familiare, aggravate dalla carenza di servizi nelle aree interne, dove la presenza femminile è particolarmente significativa.

“Servono interventi concreti per rafforzare la tenuta economica delle imprese agricole femminili, sostenere formazione e innovazione e aumentare la presenza delle donne nei luoghi decisionali”, sottolinea Castagna. “Dobbiamo continuare a raccogliere l’eredità delle donne della terra – mondine, mezzadre, braccianti e imprenditrici – che hanno contribuito allo sviluppo dell’agricoltura italiana e alle battaglie per l’emancipazione”.

Nel ricordare ottant’anni di diritti conquistati, Donne in Campo-Cia rinnova infine il proprio appello alla pace: in un contesto segnato da conflitti e instabilità, le donne restano tra le più colpite, ma anche tra le principali protagoniste della ricostruzione e dello sviluppo.

“Non può esserci piena realizzazione dei diritti, né sviluppo sostenibile, senza pace -conclude la presidente-. Le donne continuano a dimostrare che costruire relazioni, comunità e futuro significa rafforzare la democrazia”.