Cia Emilia-Romagna: a Pavullo nel Frignano la settima tappa di “Territori che rigenerano”
Tre tavoli di lavoro per raccogliere le proposte locali e contribuire al Manifesto delle Aree Interne
Il futuro dell’Appennino Emiliano-Romagnolo al centro di un confronto tra imprese agricole, istituzioni, enti locali e mondo della ricerca. È questo il contenuto dell’evento che si terrà venerdì 23 ottobre 2026, dalle 9.30, presso il cinema teatro Mac Mazzieri di Pavullo nel Frignano (Modena), che ospiterà “Territori che rigenerano: la sostenibilità dalle aree interne”, il roadshow promosso da Cia-Agricoltori Italiani e finanziato dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica nell’ambito della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile.
L’appuntamento di Pavullo è uno dei dieci programmati in tutt’Italia e rientra in un percorso nazionale che porterà in Emilia-Romagna l’iniziativa nata per raccogliere esperienze, bisogni e proposte direttamente dalle comunità rurali e trasformarli in indicazioni concrete per una nuova politica di sviluppo delle aree interne.
Per i territori dell’Appennino Emiliano-Romagnolo, segnati dallo spopolamento e dalle difficoltà di accesso ai servizi – una condizione che riguarda anche alcune aree della bassa pianura – il confronto rappresenta un’occasione per mettere al centro il ruolo delle aziende agricole nella tenuta economica, sociale e ambientale delle comunità.
“Cia lavora a livello nazionale e locale sulle aree interne da tantissimi anni -dichiara Lorenzo Catellani, presidente di Cia Emilia-Romagna- perché nella nostra regione le aree interne rappresentano una parte importante del territorio. Dobbiamo, quindi, tutelare un’agricoltura che contribuisce alla salvaguardia del paesaggio e dell’ambiente. L’obiettivo è quello di mettere a confronto la politica con le esigenze degli agricoltori e, soprattutto, ottenere il riconoscimento del lavoro di tutela ambientale che svolgono ogni giorno. Gli agricoltori non si occupano soltanto di produzione: contribuiscono anche alla cura del paesaggio e del territorio. Le conseguenze della mancata manutenzione delle aree interne possono ripercuotersi anche sulle zone costiere. Finché esiste un tessuto sociale che vive e lavora in questi territori, possiamo contare su un presidio che contribuisce a mantenerli in buone condizioni. Se viene meno il lavoro degli agricoltori, possono emergere problemi importanti. Vogliamo quindi far capire alla politica che il ruolo dell’agricoltore va oltre la produzione agricola: significa anche tutela del paesaggio e dell’ambiente”.
L’obiettivo è valorizzare un’agricoltura capace di produrre reddito e occupazione, custodire il paesaggio e contribuire alla prevenzione del dissesto idrogeologico, rafforzando il legame tra produzioni locali, tutela delle risorse naturali e sviluppo dei territori. Il contributo dell’Emilia-Romagna confluirà nel “Manifesto delle Aree Interne”, che sarà presentato il 30 novembre a Roma, all’Auditorium Giuseppe Avolio di Cia, al termine del roadshow in dieci tappe.
L’incontro di Pavullo, che in ordine cronologico è la settima tappa, si aprirà con i saluti di Davide Venturelli, sindaco di Pavullo nel Frignano, e del presidente della Provincia di Modena, Fabio Braglia.
Presenterà l’iniziativa – suddivisa in tre tavoli di lavoro – Lorenzo Catellani, presidente di Cia Emilia-Romagna, mentre aprirà la discussione del primo panel (Agricoltura come infrastruttura pubblica) Alessio Mammi, assessore regionale all’Agricoltura. Interverranno, poi, Luciana Serri, presidente Ente Parchi Emilia Centrale; Iacopo Lagazzi, presidente Unione Terre dei Castelli e coordinatore Stami e Snai; Francesco Vincenzi, presidente nazionale Anbi e presidente Consorzio Bonifica Burana; Matteo Pagliarani, presidente nazionale Agia-Cia.
Alla seconda sessione dei lavori (Giovani, capitale umano e ricambio generazionale) parteciperanno Davide Baruffi, assessore regionale alla Montagna; Emanuele Ferrari, presidente Uncem Emilia-Romagna e sindaco di Castelnovo nei Monti; Martina Codeluppi, presidente Agia Emilia-Romagna; Giorgio Davoli, presidente Anp Emilia-Romagna e Romina Tebaldi dell’agriturismo Cà Martino.
Al terzo tavolo (Filiere territoriali e valore aggiunto) siederanno Adelfo Magnavacchi, presidente Gal Appennino Modena Reggi; Andrea Lori del Consorzio del Parmigiano Reggiano con delega alla Montagna; Gianna Bottazzi, presidente Donne in Campo Emilia-Romagna e Paolo Toni della Fattoria Monte Bebbio.
Concluderà la giornata il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini.
Attraverso la consultazione territoriale, Cia intende raccogliere il contributo di chi vive e lavora nell’Appennino, individuando proposte che possano sostenere la competitività delle imprese e rendere possibile la permanenza delle nuove generazioni nei territori rurali. Una sfida che riguarda l’intero Paese.