Cia Calabria e Cia Basilicata: a Rotonda l’ottava tappa di “Territori che rigenerano”
Trasformare le aree interne in luoghi in cui investire, lavorare e costruire nuove opportunità di sviluppo, mettendo al centro il ruolo dell’agricoltura, delle comunità e delle imprese. È l’obiettivo dell’appuntamento promosso da Cia-Agricoltori Italiani di Calabria e Basilicata, in programma giovedì 29 ottobre, a partire dalle ore 10, al Cine-Teatro Comunale Selene di Rotonda, in via Don Saverio Lauria.
L’iniziativa rappresenta l’ottava tappa del progetto “Territori che rigenerano: la sostenibilità dalle aree interne” e coinvolge i territori del Parco Nazionale del Pollino e del Marmo Platano. Una giornata di approfondimento e confronto per individuare strumenti e proposte capaci di rafforzare l’economia rurale, valorizzare le risorse locali e sostenere la permanenza delle persone nei territori.
Per Cia Calabria e Cia Basilicata, il futuro delle aree interne passa dalla capacità di rendere sostenibile e remunerativo il lavoro agricolo, favorire l’ingresso dei giovani e riconoscere il contributo delle imprese alla cura del paesaggio e alla tutela dell’ambiente. Produzioni di qualità, biodiversità, boschi e saperi locali costituiscono un patrimonio che deve tradursi in reddito, occupazione e servizi per le comunità.
I lavori si apriranno alle ore 10 con i saluti istituzionali, cui seguirà, alle 10.30, la sessione introduttiva “Aree interne: luoghi di investimento e laboratori di sostenibilità”, a cura dei moderatori dell’Area Normativa di Cia-Agricoltori Italiani.
Alle ore 11, il primo tavolo affronterà il tema delle filiere territoriali e del valore aggiunto, con attenzione a innovazione, ricerca e trasferimento tecnologico. Il confronto riguarderà le filiere di montagna, la tracciabilità del valore, le certificazioni d’origine, la riduzione dei costi logistici, i marchi d’area comuni e il rafforzamento della presenza commerciale delle produzioni e dei Consorzi di tutela.
Alle ore 12, spazio a giovani, capitale umano e ricambio generazionale. Accesso alla terra, sostegno alle nuove imprese e formazione manageriale rurale saranno al centro della discussione, insieme al recupero delle colture storiche, alla biodiversità, alla valorizzazione delle produzioni locali, dei vigneti d’alta quota e dei prodotti del sottobosco, fino alle opportunità del marketing digitale.
Dopo la pausa dedicata al pranzo e al networking, i lavori riprenderanno alle ore 14.30 con il tavolo su servizi ecosistemici, clima e bioeconomia. Tra gli argomenti previsti, il mercato dei crediti di carbonio, la gestione sostenibile di boschi e pascoli, la multifunzionalità agricola, la valorizzazione degli scarti e delle biomasse a filiera corta, il ruolo dell’agricoltura come presidio idrogeologico e gli accordi per i pagamenti dei servizi ecosistemici.
Ogni tavolo prevede un momento di dibattito aperto e una consultazione digitale: attraverso un QR code, i partecipanti potranno contribuire ai sondaggi, all’analisi delle esperienze presentate e alla formulazione dei messaggi da rivolgere ai decisori politici. Le conclusioni sono previste alle ore 16, con la sintesi delle sessioni e l’individuazione dei prossimi passi operativi.
“La Basilicata può e deve parlare delle proprie aree interne non con il linguaggio dell’emergenza, ma con quello della progettazione e delle opportunità”, sottolinea Leonardo Moscaritolo, presidente di Cia-Agricoltori Italiani Basilicata. “Nei nostri territori più fragili l’impresa agricola non produce soltanto reddito e alimenti. Tiene aperti territori, cura il paesaggio, contribuisce alla prevenzione del dissesto e mantiene vive comunità che rischierebbero altrimenti di perdere servizi e popolazione”.
Secondo Moscaritolo, “il tema non può essere affrontato soltanto attraverso incentivi o misure temporanee. Occorre costruire condizioni strutturali perché un giovane possa scegliere di restare, investire e fare impresa anche nei piccoli Comuni. Servono viabilità, connessioni digitali, servizi sanitari e scolastici, trasporti, accesso al credito e una pubblica amministrazione capace di accompagnare gli investimenti”.
Il presidente di Cia-Agricoltori Italiani Basilicata evidenzia inoltre la necessità di riconoscere economicamente i servizi che l’agricoltura svolge a beneficio dell’intera collettività. “Quando un agricoltore continua a coltivare una montagna, a mantenere un pascolo, a curare un bosco o a presidiare un’area rurale, sta svolgendo anche una funzione pubblica. Questo valore deve essere riconosciuto nelle politiche nazionali e regionali”.
“La sostenibilità delle aree interne comincia dalla sostenibilità economica delle aziende agricole. A chi lavora in montagna e nei piccoli Comuni chiediamo di produrre qualità, custodire la biodiversità e prendersi cura del territorio: dobbiamo metterlo nelle condizioni di farlo, garantendo una giusta remunerazione delle produzioni e strumenti adeguati per affrontare costi e difficoltà logistiche”, sottolinea Nicodemo Podella, presidente di Cia-Agricoltori Italiani Calabria.
“Il Pollino rappresenta un terreno concreto di collaborazione tra Calabria e Basilicata. Fare rete tra imprese, rafforzare le filiere e portare più valore ai produttori significa dare una prospettiva alle nostre comunità. Dobbiamo aiutare le aziende a trasformare e commercializzare meglio ciò che producono, avvicinarle alla ricerca e all’innovazione e rendere più semplice l’accesso alla terra per chi vuole iniziare”.
“L’appuntamento di Rotonda deve servire a tradurre il confronto in proposte operative. I giovani resteranno se potranno costruire un’impresa capace di dare reddito e futuro. Per questo chiediamo politiche coordinate e continuità negli investimenti: difendere l’agricoltura delle aree interne significa difendere la possibilità stessa di abitare questi territori”.
L’appuntamento si svolge con il patrocinio del Comune di Rotonda, nell’ambito di “Territori che rigenerano”, il progetto di Cia finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica nell’ambito della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile.