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Rizzioli: sui prezzi aprire una fase moderna coinvolgendo tutti i protagonisti della filiera
16 Luglio 2003

Nella sua introduzione, il vicepresidente della Cia Mino Rizzioli ha affermato che "la grave attuale emergenza della siccità e le analisi congiunturali hanno messo in evidenza il fronte dei prezzi che continua a mostrare evidenti tensioni e ad accrescere un certo malessere tra i consumatori, che si sono visti costretti a ridurre i consumi. Quello dei prezzi è, quindi, un problema assai complesso, la cui soluzione non è certo facile. L'intero sistema si presenta alquanto articolato e ad esso fanno capo più soggetti". "Con il convegno odierno -ha detto- non si vuole individuare il colpevole degli aumenti che si sono determinati in particolare con l'introduzione dell'euro all'inizio del 2002. Si vuole, al contrario, affrontare la questione in tutti i suoi particolari aspetti e con il contributo dei vari rappresentanti della filiera, dalla produzione alla trasformazione, alla distribuzione, individuare quei punti critici che favoriscono quelle spirali artificiose dei rincari attraverso la partecipazione degli attori coinvolti nel ricorrente problema dell'aumento dei prezzi, siano essi all'origine (elettrico, dei carburanti,) per i produttori, sia per la variabilità dei prezzi alla vendita (frutta, ortaggi) sui banchi per i consumatori"."Abbiamo voluto questa iniziativa sui prezzi -ha aggiunto Rizzioli- convinti che solo il dialogo e la capacità di reazione di un sistema organizzato e ben strutturato aumenta la fiducia nello stesso e costruisce solide garanzie per le parti chiamate in causa.L'obiettivo, in sostanza, è essere quello di sgombrare il campo dalle inutili e dannose polemiche, dagli stucchevoli scaricabarili tra i soggetti interessati e riportare il discorso sui giusti binari, favorendo un dialogo costruttivo che permetta di aprire una fase nuova. Il tutto per rafforzare tre indispensabili direttrici: la stabilità dei prezzi, una maggiore trasparenza e informazione e rapporti più stretti di collaborazione lungo tutta la filiera: produzione, mercato e consumo".Il vice presidente della Cia ha continuato affermando che "l'agricoltura italiana è sempre più orientata alla qualità e alla diversificazione della produzione. Vengono così immessi sul mercato prodotti che rispecchiano precise caratteristiche. Quello che però manca è un sistema organizzato che permetta un maggiore potere contrattuale e costi più ridotti. La concentrazione dell'offerta diventa, pertanto, uno snodo cruciale sia per rafforzare il ruolo, troppe volte marginale, dei produttori agricoli che per rendere più competitivi.In tale contesto vanno comunque considerati alcuni elementi: la produzione con i suoi costi; la trasformazione con i suoi costi; la commercializzazione"."Il mercato -ha proseguito- è il motore per lo sviluppo dell'agricoltura. Occorrono, però, regole, trasparenza, un' organizzazione più efficiente e solida che si sviluppi nell'interprofessione e si saldi con la piccola e grande distribuzione in un stretto rapporti per favorire la massima chiarezza. Il tutto per rendere il mercato realmente in grado di rispondere sia alle esigenze economiche che a quelli dei consumatori. Con l'"Operazione prezzi chiari" vogliamo contribuire ad aprire una pagina nuova e certamente moderna, senza per questo stravolgere le regole del mercato, ma coinvolgendo tutti in un'azione in grado di stemperare le tensioni, soprattutto in momenti di emergenza come l'attuale, di ridurre l'inflazione, di favorire un andamento equilibrato in tutta la filiera, di rispondere alle mutate esigenze dei consumatori". A tal proposito Rizzioli ha concluso citando una dichiarazione del senatore Giuseppe Medici: " Dove esiste un'economia di mercato, sia pure limitata dalle inevitabili formazioni di tipo più o meno monopolistico, ogni mattina moltitudini di persone domandano beni che, rispondendo alle loro esigenze specifiche di consumatori diretti o compratori di beni da trasformare, consentono la realizzazione di iniziative che nascono da esigenze di vita. Sul mercato, quindi, si manifestano ogni giorno centinaia di milioni di atti che sono la libera espressione di scelte dei cittadini, che in tal modo esercitano una delle loro fondamentali libertà".

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