Scoby, imballaggio biologico dal campo alla tavola
Dal tè il progetto di una designer polacca
Lo ha chiamato Scoby ed è la soluzione biologica all’imballaggio per i prodotti agricoli. L’idea è della studentessa di design polacca Roza Janusz che lo ha presentato nel suo progetto di laurea alla School of Form di Poznan.
Roza crede che Scoby possa avviare tra gli agricoltori un processo di auto produzione dei propri packaging eppure, a ben guardare, non c’è nulla di nuovo in questo. Scoby è completamente edibile, riciclabile e può essere coltivato dagli agricoltori per avvolgere i loro prodotti e portarli sul mercato con zero rifiuti. Alla mente torna l’uso dei tessuti animali per incapsulare e asciugare la carne, ma Scoby è di natura vegetale.
L’involucro -come spiegato da CO.DESIGN- è frutto della kombucha, tè dolcificato fermentato, una bevanda leggermente aspra e dissetante che ricorda il sidro di mele. Scoby rimane commestibile molto a lungo, ma la sua longevità cambia in base a quale cibo o sostanza sta avvolgendo. Può confezionare erbe, semi o anche pasti istantanei. Il materiale di Janusz può essere coltivato da qualsiasi agricoltore con un semplice processo chimico che prevede l'aggiunta di zuccheri e altre sostanze organiche alla kombucha.
“Immaginate alcuni ingredienti confezionati in un involucro di Scoby che dovete solo mettere nel forno o in una padella per cucinare i propri succhi -spiega Roza Janusz.- Credo che la cottura di prodotti all'interno del proprio packaging sia la soluzione definitiva per lo spreco zero ed è potenzialmente molto gustosa visto che porta i sapori dalla fattoria a tavola”.